BuildingBrain.

BuildingBrain. Piattaforma per l'Internet delle cose che permette di integrare dispositivi diversi in un unico ambiente intelligente.

Nel settore della Domotica tradizionale si possono trovare diverse soluzioni pronte all'uso. La maggior parte hanno però diverse limitazioni: (i) funzionano solo con i dispositivi dello stesso produttore ed è difficile integrare dispositivi di altri basati su protocolli di comunicazione diversi (ii) l'utente deve usare solo il software del produttore e non è possibile modificarlo (iii) Non è possibile programmare l'intelligenza ambientale ossia il comportamento dell'ambiente al verificarsi di determinate situazioni.
BuildingBrain è una piattaforma software per l'Internet delle cose sviluppata insieme ad Area Science Park e Università di Udine che permette di superare questi limiti e ottenere (i) un ambiente intelligente e programmabile che risponde in modo autonomo a seconda delle situazioni ambientali che si presentano, (ii) la possibilità di integrare dispositivi singoli e intere centraline domotiche pre-esistenti e basate su protocolli diversi, (iii) utilizzare interfacce utente personalizzate e di diverso tipo: Web, Mobile, Vocali, Chatbot, ecc. 

Lo sviluppo di Building Brain per l'internet delle cose dal 2010 insieme ad Area Science Park, Università di Udine, VideoSystems, Vimar CRS, CasaVecchia e progetto Lak della fondazione Rino Snaidero.

Sviluppo e progetto

BuildingBrain è stato sviluppato nell'ambito del progetto DomoticaFVG. Tecnologie specifiche dell'Internet delle cose sono state utilizzate per integrate le telecamere intelligenti di VideoSystems e la centralina di domotica di CRS Vimar. Successivamente è stato esteso con il progetto Casavecchia (Università di Klagenfurt)  integrando il sistema domotico HomeMatic. Nel 2013 è stato utilizzato nel progetto LAK della Fondazione Rino Snaidero

Architettura flEssibile PER L'INTERNET DELLE COSE

In una soluzione classica è presente un'unica interfaccia per l'utente e un'unica centralina domotica che si può collegare a dispositivi domotici predefiniti e tutti basati sullo stesso protocollo. BuildingBraing utilizza invece l'Internet delle cose per integrare più interfacce utente, dispositivi singoli basati su protocolli non previsti a priori (telecamere basate su reti neurali, sensori di Radon, ecc.), App e intelligenza ambientale di terze parti e per ambienti specifici (es. ospedali, fabbriche, parcheggi, ecc.) e centraline domotiche complete già presenti sul mercato.

Internet delle cose: differenza fra un'architettura demotica classica e la soluzione architettura di Building Brain
Donna interagisce con la cucina intelligente nell'ambito dell'internet delle cose

UN esempio: living for all kitchen (LAK)

Nell'ambito del progetto di ricerca LAK della Fondazione Rino Snaidero, BuildingBrain utilizza l'Internet delle cose per integrare diversi dispositivi e funzionalità: controllo illuminazione, sensori RFID per il cibo, misuratori di consumo energetico, sensori di misurazione della qualità dell'aria nella cappa della cucina, sensori di spandimento fluidi, ecc. (L'immagine a fianco è presa dal sito Snaidero che descrive il progetto LAK  in dettaglio).

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