Surveillance Capitalism, Fake News e Filter Bubbles.

L'impatto sulla politica e la democrazia delle tecniche di raccolta e analisi dei dati personali dei cittadini. Strumenti di manipolazione del comportamento basati su campagne di advertisement per i social network.

 

Alcune delle slide presentate all'incontro

 

Il 3 settembre, sono stato invitato da Francesco Sacco, Presidente Rotary Club Udine, per un incontro e dibattito riguardo l'impatto, sulla politica e la democrazia, delle tecniche e tecnologie di raccolta e analisi dei dati personali dei cittadini e sugli strumenti di manipolazione basati su campagne di advertisement condotte sui social network.

L'invito mi ha fatto molto piacere. Ringrazio quindi il Presidente Sacco e tutti i partecipanti per l'occasione che mi è stata concessa e per le domande e le discussioni che sono scaturite al termine della presentazione.

 

Per chi non fosse stato presente, ecco un breve elenco degli argomenti discussi.
 

WEB INTELLIGENCE
È il settore che riguarda le tecniche e le tecnologie per il reperimento e l’analisi delle informazioni online. Un particolare interesse è quello relativo allo studio delle conversazioni sui social media, forum, blog, ed altre piattaforme. Le aziende, i partiti politici ed altre organizzazioni possono monitorare la Rete per comprendere meglio i bisogni, le criticità, i desideri e le opinioni del proprio pubblico di riferimento: cittadini, consumatori, elettori, turisti, ecc.

Si tratta quindi di strumenti molto utilizzati per comprendere il proprio pubblico, monitorare i concorrenti, progettare migliori strategie di comunicazione, identificare idee, misurare la propria reputazione online ed altro ancora.


SURVEILLANCE CAPITALISM, FAKE NEWS, MANIPOLAZIONE

Le tecnologie e le tecniche per acquisire i dati degli utenti, profilarli e comunicare attraverso le grandi piattaforme sociali ci stanno però portando rapidamente verso una direzione pericolosa.

Utilizziamo ormai molte piattaforme gratuite: Google. Gmail, Facebook, Instagram, Skype, WhatsApp, ecc. Con cosa stiamo pagando effettivamente questi servizi?

ll’inizio abbiamo pensato (ingenuamente?) che si trattasse di un utilizzo gratuito in cambio di un’esposizione pubblicitaria. Successivamente, abbiamo capito che stavamo pagando i servizi anche con i nostri dati personali. Solo ora iniziamo ad avere una consapevolezza più profonda del fatto che questi dati (cosa ci piace, cosa pubblichiamo, quali siti navighiamo, ecc.), uniti a nuovi modelli predittivi e nuove tecnologie, permettono alle aziende di derivare altre informazioni (che non abbiamo mai fornito in modo esplicito!) con una precisione molto alta, ad esempio: il nostro orientamento politico, il nostro orientamento sessuale, i tratti della nostra personalità.

La Profilazione dettagliata della personalità permette alle aziende, ai partiti ed alle organizzazioni di utilizzare le piattaforme sociali per comunicare in modo estremamente personalizzato ed efficace inviando contenuti studiati per fare leva sui tratti della specifica personalità dell’utente e con lo scopo di cambiare la sua attitudine ed infine il suo comportamento.

I dati degli utenti e le previsioni effettuate possono essere anche venduti in un vero e proprio un mercato di dati personali in cui data broker rivendono le informazioni al miglior offerente.

Queste tecniche sono note soprattutto grazie allo scandalo che ha coinvolto Cambridge Analytica relativamente all’influenza avuta durante la campagna di Donald Trump e riguardo la vicenda della Brexit.

Durante l’incontro, sono stati mostrati alcuni esempi di queste tecniche collegate ad obiettivi di manipolazione del comportamento dei cittadini anche attraverso l’utilizzo di notizie false (fake news).


FILTER BUBBLES
La parte finale dell’incontro ha riguardato le filter bubbles ed i sistemi software di raccomandazione automatica.
Questi sistemi, si basano sui profili degli utenti per selezionare automaticamente contenuti, prodotti e servizi più adatti a risolvere le specifiche esigenze della persona. Si tratta quindi di strumenti nati con l’obiettivo di servire meglio gli utenti: consigliare ad esempio il libro giusto da leggere, il prodotto giusto da comprare, l’articolo di giornale più interessante, ecc.

Anche in questo caso però sono presenti alcuni effetti collaterali non piacevoli.
Le persone tendono ad essere mantenute in una zona di confort, in cui ricevono solamente contenuti selezionati per essere di loro gradimento. 

Una persona che su Facebook mostrasse apprezzamento per contenuti e persone contrarie ad esempio alle vaccinazioni obbligatorie, vedrebbe un sempre maggior numero di testi, video ed altri contenuti consigliati automaticamente dal sistema di raccomandazione e che rinforzano questa specifica opinione. 

L’utente rischia quindi di essere intrappolato all’interno di una bolla (filter bubble) in grado di tenere all’esterno i contenuti e le persone che esprimono idee e posizioni diverse. Ciò fornisce una visione distorta della realtà che, in mancanza di un confronto, porta la persona ad estremizzare le proprie posizioni.


CONSIDERAZIONI FINALI
La conversazione tra i partecipanti al termine dell’incontro ha fatto emergere diverse considerazioni e domande:

  • Come è possibile proteggere la democrazia dall’influenza che possono avere queste tecniche di manipolazione?
  • È opportuno regolamentare il fenomeno in modo da evitare la compravendita dei dati?
  • Qual è la relazione fra gli stati e queste piattaforme?
  • Come è possibile formare le persone affinché siano consapevoli di questi nuovi meccanismi di advertisement e manipolazione del comportamento?

Ti piace quello che facciamo? Fatti sentire.